Impegnati a mantenere le mirabolanti promesse elettorali, i nuovi governanti non sembrano interessati a mettere mano a due dei principali scandali di questa Italia senza memoria storica e sempre pronta a seguire il pifferaio magico di turno.
Manca, infatti, qualsiasi accenno nelle linee guida del nuovo Esecutivo ( non che all’opposizione si faccia diversamente, purtroppo…) all’ignomignia dei rimborsi elettorali ai partiti , vecchi o nuovi di zecca che siano.
Nessuno sembra farsi carico di una battaglia popolarissima che andrebbe ad incidere davvero sui costi della politica, altro che i pamphlet estemporanei ed i comizi di piazza.
Ormai siamo a conoscenza dei meccanismi che regalano alla pseudo-politica nostrana centinaia di milioni di Euro, ma di tutto si parla fuorchè di abolire questo vergognoso privilegio gravante sulle spalle di tutti.
Altra piaga dolente , in tempi di dichiarazioni IRPEF, è senz’altro quel balzello conosciuto come otto per mille , che svuota le tasche dei cittadini per la modica somma di un miliardo di Euro annui, quasi tutti, truffaldinamente, attribuiti a Santa Romana Chiesa in virtù di una ripartizione dei fondi prelevati dalle tasse dei contribuenti a dir poco mascalzonesca.
Peraltro si tratta solo di piccola parte del flusso di denari che affluisce verso oltretevere, come ottimamente illustrano diverse pubblicazioni, quale l’ultima fatica di Curzio Maltese dal significativo titolo di “La Questua”.
Vorremmo che anche di questo si parlasse , negli augusti palazzi, invece che sprecar tempo ad imbastire pericolose crociate xenofobe, lanciarsi in anacronistiche politiche nataliste ed allestire spettacolini da colosseo ad uso e consumo di una massa di lobotomizzati catodici.