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La miseria dell'anima

La lunga serie di ostilità operata da una delle più antiche istituzioni continua, così come non si interrompe la discriminazione nei confronti di quegli uomini e, in particolar modo, di quelle donne che, al giorno d'oggi, tengono comportamenti atti a rifiutare ogni imposizione, soprattutto se omofoba e antiquata.

Dopo la censura di Mesagne , che a suo tempo causò la soppressione del concerto di Paola e Chiara, il mondo dello spettacolo continua ad essere sotto i riflettori della Curia, la quale, iperterrita, sferra un nuovo attacco - il secondo a dir la verità - verso Anna Tatangelo.
L'accusa è semplice e ben inquadrata: "Quella donna non fa per noi, lasciarla cantare per la festa della Maria delle Grazie sarebbe uno schiaffo alla morale cattolica" afferma il Vescovo di Vallo della Lucania.

Il motivo di tanto astio è quasi certamente da ricercare nella "malsana" relazione con il cantante quarantunenne Gigi D'Alessio; destinatario del grido d'amore urlato dalla giovane donna dal palco del Teatro Ariston: "Gigi ti amo".
L'impurità di quel messaggio così svergognosamente lanciato ad un uomo, per di più adultero, venne allora percepito dal clero come una scossa di terremoto che spinse il Vescovo di Sora a dichiarare: "Quella non è l'Anna che ho conosciuto io".
Ulteriore affronto al mondo cattolico fu anche la canzone tutt'altro che omofoba "il mio amico" cantata niente di meno che al festival di Sanremo di fronte a milioni di italiani.

Non si può certo affermare che la Tatangelo vanti un curriculum del tutto "Church friendly" ma, dal canto suo, la paladina risponde per le rime dichiarandosi pienamente cristiana seppure scettica verso il comportamento dell'attuale Chiesa: troppo spesso esclusiva, discriminante ed ipocrita, ma ben attenta a non pestare i piedi a chi di dovere.
Tesi confermata da un'ulteriore affermazione proferita da Monsignor Giuseppe Rocco Favale che, una volta tanto, tiene d'occhio le spese: "Costa troppo, decine di migliaia di euro, è uno schiaffo alla miseria".

Oltre alla felicità per la scampata censura che altro dire? Un dieci più ad Anna Tatangelo che rivendica il diritto di essere cristiani al di fuori delle imposizioni di una Chiesa elitaria ed opportunista ed una sonora bocciatura per il Monsignor Rocco Favale che, parlando solo adesso di miseria, si scorda dei milioni sborsati da noi cittadini italiani ogni volta che il Papa si muove dal Vaticano.

Ilaria Garosi

Pubblicato il 5/7/2008 alle 18.49 nella rubrica Religione.

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